giovedì 27 settembre 2012

Once upon a time - Il pastore


The sheperd - Il pastore

Nel mondo incantato il principe Azzurro  si sta battendo contro un troll per dimostrare il suo valore a re Mida che, convinto dalla prova del giovane, decide che se riuscirà a portargli la testa del drago che vive nel suo regno gli darà in cambio il tesoro necessario per salvare il regno del padre. Purtroppo dopo che il re se ne va il principe rimane ucciso. Il padre disperato chiede aiuto a Tremotino al quale anni prima si era rivolto per avere un erede e scopriamo così che vi è un gemello che vive in una fattoria, ignaro che ora è destinato a prendere il posto del principe defunto. Intanto a Storybrook  David (il principe Azzurro) non riesce a ricordare la sua vita precedente e gli sembra che la sua vita con la moglie sia tutta un artificio che egli sente totalmente estraneo, mentre ciò che veramente prova è un forte sentimento nei confronti di Mary Margaret, tanto che decide di lasciare la moglie. Ma un nuovo ostacolo si frapporrà tra i due: il ritorno di un ricordo.

Non posso ancora sbilanciarmi in un valutazione complessiva, una serie a lungo termine non può essere giudicata solo in base alle prime sei puntate, ma è anche vero che se il buongiorno si vede dal mattino siamo di fronte a un prodotto interessante, piacevole ma non eccezionale.

Once upon a time - la voce della coscienza


That still small voice – La voce della coscienza

In questa puntata ci viene raccontata la storia del grillo parlante, che viene portata avanti in parallelo con quanto sta avvenendo a Storybrook dove Emma ha accettato la proposta di diventare vicesceriffo e proprio nel momento in cui riceve il distintivo si verifica un crollo nella vecchia miniera della città. Nel mondo incantato invece scopriamo che il grillo parlante prima di diventare tale era un uomo che insieme ai genitori organizzava truffe nei vari villaggi in cui si recavano, ma stanco di questa vita e desiderando di essere libero dai suoi oneri di figlio stringe un accordo con Tremotino dalle conseguenze inaspettate.
Continua la parabola leggermente discendente della serie, ma credo che queste siano puntate di transizione che servono far diventare lo spettatore più familiare con i vari personaggi della storia e con il loro passato. Mi aspetto un deciso cambio di marcia in futuro, almeno lo auspico, per portare la serie a un livello superiore.



giovedì 20 settembre 2012

Once upon a time - Snow Falls , The Price of Gold


Terza e quarta puntata leggermente sottotono a mio avviso, dopo un inizio incalzante e interessante del pilot e dell'episodio "The Thing You Love the Most"   ho trovato questi episodi un po’ inferiori alle aspettative.

Snow Falls
Riprendiamo il filo, avevamo lasciato Emma decisa a rimanere a Storybrook per stare vicino al figlio e accertarsi del suo benessere, ma questa scelta ovviamente non le procura le simpatie del sindaco, la madre adottiva di Henry, che decide quindi di esercitare il suo potere per rendere la permanenza alla donna il più difficile possibile. Nonostante ciò non riesce ad impedire che il bambino continui ad andarla a trovare e a trascorrerci del tempo insieme. In questo episodio Henry pensa di aver trovato il principe azzurro che, per colpa del sortilegio, giace in coma ormai da anni nell’ospedale della città. Convince allora la maestra Mary Margaret ,alias Biancaneve, volontaria presso l’ospedale, di leggergli la storia della loro vita in modo che l’uomo si risvegli e recuperi la memoria, la donna accetta ma solo per dimostrare al bambino che la vita purtroppo non funziona come le fiabe. Invece qualcosa succede e il presunto principe si risveglia e scappa nella foresta dove lui e Biancaneve si sono conosciuti. Dopo essere stato ritrovato però  ecco un nuovo ostacolo a frapporsi tra i due innamorati l’apparizione provvidenziale della moglie dell’uomo, convinta fino a quel momento che il marito l’avesse abbandonata anni prima. Questo “colpo di scena” era piuttosto prevedibile dato che i bastoni tra le ruote qualcuno li deve pur mettere!
 The Price of Gold
Il quarto episodio vede invece la rivisitazione della storia di Cenerentola che per andare al ballo stringe ingenuamente un terribile accordo con Tremotino e ora nel mondo reale toccherà a Emma aiutare la giovane a riappropriarsi del proprio destino sciogliendola dal suo impegno verso il signor Gold ,corrispettivo umano dell’inquietante  personaggio delle fiabe esperto nel contrarre patti.
Ma a quale prezzo? Perché ormai l’abbiamo capito la magia ha sempre un prezzo!

giovedì 13 settembre 2012

Once upon a time


E così mi sono imbarcata nella visione di una nuova lunga serie quasi non sapendolo. Mi spiego meglio,  sto parlando di “Once upon a time”,trasmessa ieri sera su rai2. Avevo visto la pubblicità giorni prima e mi era sembrata abbastanza carina da dargli una chance,ma non mi aspettavo sinceramente che avesse al suo attivo ben 22 episodi e una seconda stagione che sta per  essere trasmessa negli Stati Uniti tra pochi giorni, piuttosto mi ero auto convinta che consistesse al massimo di una decina di puntate, fuorviata dalla mie recenti visioni di serie inglesi come “life on mars”, “ashes to ashes” e “downton abbey”, le cui stagioni durano in media 8 episodi. Faccio mea culpa e vado avanti, tanto se avessi saputo la sua durata effettiva prima della visione avrei comunque deciso di iniziarla.
Dunque come primo episodio direi che è andato bene, è stato abbastanza intrigante, ha saputo cogliere la mia attenzione anche se non mi ha conquistata. Ciò che comunque risulta più interessante è il fatto che questa serie rappresenti una novità per ambientazione e tematiche nel panorama televisivo e il fatto che inserisca elementi nuovi e accattivanti in una cornice già conosciuta, cioè quella delle favole che ormai tutti  conoscono più o meno bene quasi per osmosi  potrebbe a mio parere giocare a suo favore come no. Infatti da una parte l’essere al corrente del background dei personaggi può invogliare lo spettatore ad approfondire la conoscenza delle loro vicende ma d’altro canto può innescare la reazione opposta per cui abbiamo talmente tanto sentito parlare della loro storia che eventuali varianti non sono sufficienti a sostenere la visione di 22 episodi. Questo dipende tutto da come gli ideatori della serie si sono giocati le loro carte e da quanto di innovativo e visionario vi abbiano messo dentro. Ecco avendo saputo che gli autori e produttori di “Once upon a time” sono gli stessi di lost non posso non sperare bene.

La storia vede come protagonista Emma Swan che nel giorno del suo ventottesimo compleanno viene raggiunta dal figlio che dieci anni prima aveva dato in adozione e che la convince a riaccompagnarlo a casa a Storybrook, nel Maine, che in realtà è una città abitata soltanto da personaggi delle fiabe bloccati nel tempo, incapaci di ricordare il loro passato e la loro vera identità. L’unico venuto a conoscenza della situazione è Henry ,il figlio di Emma, adottato dalla regina cattiva che 28 anni prima aveva lanciato un sortilegio sul mondo delle favole in modo da causare l’infelicità di Biancaneve e di tutti gli altri trasportandoli nel mondo reale dove solo lei sarebbe stata la vincitrice e la padrona.  Biancaneve e il principe però riuscirono a mettere in salvo la figlia appena nata in modo che, secondo quanto rivelato da una profezia, possa giungere a salvarli  ventotto anni dopo.
Ora tocca quindi a Emma spezzare l’incantesimo, che anche se non ancora pronta a credere alla versione di Henry decide comunque di rimanere a Storybrook per assicurarsi del benessere del figlio.
A questo punto non ci resta che vedere come si evolverà la storia.

domenica 9 settembre 2012

BEAUTIFUL lies


Un film adorabile, leggero, frizzante e un po’ eccentrico come del resto i suoi personaggi, normali eppure così particolari, che donano alla pellicola un alone di delizioso surrealismo.

La storia si gioca tutta o quasi sul piano degli equivoci e dei fraintendimenti oltre che naturalmente dei sentimenti. Emilie, interpretata dalla squisita Audrey Tautou, è una parrucchiera che ha appena aperto un salone con la sua amica Sylvia, e riceve una lettera d’amore anonima che però getta immediatamente nel cestino non dandole importanza. In seguito però decide di recuperarla per indirizzarla a sua madre nella speranza che la consapevolezza di avere un ammiratore segreto la potesse aiutare a  superare la separazione dal marito e a riconquistare fiducia in se stessa. L’inganno sembra funzionare bene e ottenere il risultato sperato finché le cose precipitano quando la madre di Emilie crede di aver scoperto l’innamorato nel tuttofare che lavora nel salone della figlia, il quale sì era l’autore della prima lettera ricevuta ma indirizzata ad Emilie. E da qui iniziano gli intrighi e i sottintesi. Nel complesso il film risulta molto carino e riesce perfettamente nell’intento di intrattenere e far sorridere lo spettatore che resta conquistato dai personaggi perfetti per la storia a partire dalla madre della  protagonista tenera e deliziosamente comica passando per Emilie fragile ma testarda, scontrosa e orgogliosa, la timida e adorabile impiegata Paulette, fino ad arrivare al protagonista maschile Jean innamorato perso del suo datore di lavoro.
La pellicola anche se non eguaglia il livello e la qualità di  “Il favoloso mondo di Amelie” come promette la locandina resta sempre godibile e perfetto per la serata estiva in cui l’ho guardato.



venerdì 7 settembre 2012

I lucchetti vanno al museo


Voglio spendere due parole sulla sorte a dir poco straordinaria dei lucchetti di ponte Milvio, inaspettatamente quanto ,a mio avviso, ingiustamente innalzati allo status di opere d’arte.
La notizia mi è giunta fresca fresca questa mattina: i lucchetti vanno al museo. Per un po’ almeno, poi torneranno a sostenere il loro nobile ruolo sul ponte o nelle immediate vicinanze. Ciò che mi ha più stupito è stata la collocazione momentanea di questi oggetti che mi rifiuto categoricamente di classificare come arte. Saranno ospitati presso il museo Pigorini e pare inoltre che ci siano anche altri musei interessati all’articolo. E qui non nego lo stupore e la delusione, quest’ultima acuita dalle parole di Moccia, il padre fondatore di questa usanza di appendere lucchetti dell’amore , che intervistato, rivendica orgoglioso l’italianità di questa tradizione e incita al rispetto verso tutti coloro che credono nel potere dei lucchetti.
Il potere dei lucchetti! Il mio sbigottimento non ha fine. Quale sarebbe esattamente questo “potere”? Da quando appendere un lucchetto a un lampione è diventato garanzia di amore eterno? Mai. Quindi risparmiamoci certi sentimentalismi stucchevoli.
Ciò che comunque mi amareggia ancora di più è questa legittimazione di un’usanza che rasenta il vandalismo e alla quale ora viene dato un posto di assoluto rilievo, esposta nello steso edificio dove trovano dimora reperti preistorici di indubbio rilievo,  insomma in Italia siamo ricchi di reperti storici abbandonati in magazzini chiusi  e andiamo a esporre pezzi di ferro con sopra iniziali di ragazzi che emulando eroi di carta si sono molto superficialmente promessi un amore eterno, che in molti casi si è esaurito già da tempo.
Questi lucchetti sembrerebbero dunque essere beni da preservare, espressione di una cultura moderna da rispettare ed esaltare . A mio avviso però questa presa di posizione rischia di essere azzardata, infatti solo perché una moda è seguita e riconosciuta da molti individui, che in questo caso poi apparterrebbero solo ad un gruppo ben preciso della collettività,cioè gli adolescenti , non vuol dire che l’intera società debba ratificarla come buona e desiderabile, non tutte le tendenze hanno il diritto d’essere  celebrate solo perché la massa lo stabilisce, certo ora i lucchetti non fanno danno a nessuno, a parte deturpare un po’ il paesaggio ma è il principio di fondo che giustifica questa scelta che sembra essere sbagliato e poco convincente.