Passa ai contenuti principali
Virginia Woolf : A room of one's own
2nd Chapter
In the second chapter the writer has been assailed by a swarm of questions about the safety and prosperity of one sex and the poverty and insecurity of the other and about what effect poverty and tradition have on fiction. So she decided to visit the library of the British Museum in order to find some answers, consulting the books written by eminent professors about women. Nevertheless she soon discovered that truth was not to be found among the different and contrasting opinions of men who had written essays not in the light of reason and truth but in the light of emotion and partiality. These opinions were indeed so different, Virginia said, that it was impossible to "make a head or tail" of that subject. For instance Napoleon insisted that women were incapable of education while Dr. Johnson thought the opposite, he believed that "women are an overmatch for men and therefore they choose the wickest or the most ignorant. Others thought that women do not have soul on the contrary the ancient Germans believed that they were half divine. At the end of this chapter Virginia Woolf understood that women have been, through the ages, like glasses with the magical power of reflecting the figure of men twice bigger. Men has despised women since it has been the quickest and easiest way to gain self confidence, a quality desperately needed to face the hardness of life. A lot of men insisted upon the inferiority of women for if they were not inferior, men would cease to enlarge, they would loose power and self-assurance.

Commenti

Post popolari in questo blog

Analisi della poesia "LA GINESTRA" di Giacomo Leopardi

Composta nel 1836 la ginestra è l’espressione della poetica che caratterizzò gli ultimi anni di Leopardi, non più idilliaca  ma eroica in cui il poeta difende le proprie posizioni e il proprio pensiero più caparbiamente e coraggiosamente. La poesia è stata ispirata dalla vivida impressione lasciata nell’animo del poeta dalla visione del fiore della ginestra sulle pendici del Vesuvio 
“ Qui  sull’arida pendice del terribile e distruttore monte Vesuvio che non è abbellito da nessun altro albero o fiore distendi i tuoi rami intorno profumata  ginestra, che ami i luoghi aridi .Ti vidi altre  volte abbellire con i tuoi steli luoghi desolati che circondano la città  che un tempo fu padrona del mondo e sembra che con il triste e silenzioso aspetto rendano la testimonianza e il ricordo dell’impero scomparso. Ora ti rivedo in questo terreno, amante dei luoghi tristi e abbandonati dal mondo e sempre compagna di grandezze decadute. Questi campi cosparsi di ceneri che li rendono sterili e  ricoper…

“LEZIONE D’ANATOMIA” Arrigo Boito

ANALISI DELLA POESIA “LEZIONE D’ANATOMIA” Arrigo Boito
Parafrasi: La sala è tetra: dal cielo scuro discende l’alba che si riflette sul freddo letto con una luce fioca. Chi dorme? Una malata di tisi morta ieri all’ospedale sottratta alla pace dei cimiteri e al funerale:tolta alla dolce cantilena del prete e al dormitorio, tolta alle gocce quiete come di rugiada dell’aspersorio. Delitto! Il suo petto sanguina attraverso una terribile ferita. Ed era giovane! Ed era bionda! Ed era bella! Con quel cadavere (unione infeconda! Conoscenza illusoria!) tu scienza umana aumenti il numero dei dubbi. Mentre il medico grida la sua lezione e cita adeguatamente Vesalio, Ippocrate, Harvey, Bacone, Sprengel e Koch, io penso ai dolci pensieri che hanno attraversato quella testa, ai sogni meravigliosi invano sognati da quella povera giovane. Penso alle mille cose impalpabili che si fondano sulla speranza! Finzione che scompare più facilmente che una strofe di quattro versi. Anche qu…

Analisi Canto notturno

Analisi “Canto notturno di un pastore errante dell’Asia” Giacomo Leopardi Questa poesia è stata composta tra il 1829 e il 1830 ed è quindi cronologicamente l’ultimo dei Grandi Idilli pisano-recanatesi . In esso possiamo rintracciare ancora elementi propri della poetica dell’ indefinito e del vago, ma l’elemento più importante di tale canto è la presenza di quesiti esistenziali destinati a rimanere insoluti, tramite i quali il poeta si sofferma a riflettere sulla costitutiva infelicità che investe l’intero genere umano e tutti gli esseri viventi. Il canto si apre con un semplice pastore preso come simbolo dell’umanità intera che si rivolge alla luna, la quale si configura come l’interlocutore del pastore dal quale egli aspetta vanamente delle risposte a problemi esistenziali e universali, ma tali domande non sono altro che interrogative retoriche di cui il poeta conosce già la risposta. "Che fai tu luna nel cielo? Dimmi che cosa fai o luna silenziosa " Già nei primi due versi …