<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-9084257024134967905</id><updated>2011-12-22T20:12:37.135+01:00</updated><title type='text'>tracce sulla sabbia</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://honeyary.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9084257024134967905/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://honeyary.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>ary</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13390246222908229387</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_kAWMn3WYubk/SkjNPmAIv6I/AAAAAAAAAXM/_FFhEzxn4LU/S220/Roma_t.+Caracalla.JPG'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>14</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9084257024134967905.post-6383960240090764248</id><published>2011-10-07T18:09:00.000+02:00</published><updated>2011-12-22T20:12:37.142+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="color: #ff3399; font-family: 'Lucida Calligraphy'; font-size: 20pt;"&gt;The Indipendence of Miss Mary Bennet &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-2SNnUZiHVJQ/To8hfO9d-5I/AAAAAAAAA4k/iv34htt5yGQ/s1600/041020111075c.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://2.bp.blogspot.com/-2SNnUZiHVJQ/To8hfO9d-5I/AAAAAAAAA4k/iv34htt5yGQ/s320/041020111075c.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Lo faccio o non lo faccio? Do unapossibilità al libro della McCullough oppure lo cestino direttamente? A questopunto una premessa è d’obbligo: non credo che mi sarei mai nemmeno posta taledomanda se questo libro non mi fosse stato così caldamente raccomandato, ed orail volume mi fissa dall’alto della pila di libri su cui l’ho distrattamenteposato quando sono rientrata a casa. La decisione da prendere è ardua perchépiù o meno so a cosa sto andando incontro cioè ad un libro che non potrà mainemmeno lontanamente essere all’altezza di quel&amp;nbsp;“Pride and Prejudice” che ho tanto amato, so che troverò un’inevitabilebanalizzazione degli indimenticabili personaggi che la penna della Austen hasaputo così magistralmente tratteggiare e questa consapevolezza non mi piaceaffatto. Provo una sensazione di fastidio e di diffidenza mentre guardo ilvolume di soppiatto, indecisa se fidarmi o no ma almeno devo provarci,altrimenti non saprò cosa dire quando la mia amica mi chiederà il suo parere,non potrò risponderle dicendo di non averlo nemmeno mai iniziato per paura chemi rovinasse il lieto fine che trapela dalle ultime pagine del libro di JaneAusten.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Ma dopotutto il rischio c’è, datoche spesso è meglio che certe cose rimangano avvolte da un lieve alonemisterioso, come da una nebbia soffusa che le renda incerte e impalpabili epenso che il futuro delle vicende della famiglia bennet sia una di queste.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Forse è questo il segreto peravvicinarsi a questo libro: lasciare da parte ogni aspettativa e fare un po’come se nella nostra mente ci fossero tanti compartimenti stagni così daseparare felicemente l’originale dal “sequel” non tentando nemmeno di fareparagoni e immaginando che Elizabeth e Darcy non siano altro che una specie di repliche un po’sbiadite degli originali con i quali condividono poco più che il nome; poi si vedrà.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9084257024134967905-6383960240090764248?l=honeyary.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://honeyary.blogspot.com/feeds/6383960240090764248/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://honeyary.blogspot.com/2011/10/indipendence-of-miss-mary-bennet-lo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9084257024134967905/posts/default/6383960240090764248'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9084257024134967905/posts/default/6383960240090764248'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://honeyary.blogspot.com/2011/10/indipendence-of-miss-mary-bennet-lo.html' title=''/><author><name>ary</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13390246222908229387</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_kAWMn3WYubk/SkjNPmAIv6I/AAAAAAAAAXM/_FFhEzxn4LU/S220/Roma_t.+Caracalla.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-2SNnUZiHVJQ/To8hfO9d-5I/AAAAAAAAA4k/iv34htt5yGQ/s72-c/041020111075c.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9084257024134967905.post-3300045861390506101</id><published>2011-10-05T22:07:00.001+02:00</published><updated>2011-10-06T14:55:00.254+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&amp;nbsp;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #4d4d4d; font-family: 'Lucida Calligraphy'; font-size: 29px;"&gt;Northanger Abbey&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #4d4d4d; font-family: 'Lucida Calligraphy'; font-size: 22pt;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-PuLdz1ANcZo/Toy3V4ROPPI/AAAAAAAAA4g/D5nms7ZZZ44/s1600/190920111018.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://1.bp.blogspot.com/-PuLdz1ANcZo/Toy3V4ROPPI/AAAAAAAAA4g/D5nms7ZZZ44/s320/190920111018.jpg" width="240" /&gt;&lt;/a&gt;Ed eccomi qui in un momento incui non ho proprio nulla da fare, in attesa dell’inizio&amp;nbsp;dell’università, chedecido di prendere in mano dopo un periodo di pausa quasi vergognosamentelungo, un nuovo libro,perché io senza far niente non ci so proprio stare! Miero ripromessa che in questo mese mi sarei dovuta dedicare all’ozio piùcompleto, beh ci sono riuscita per quasi dieci giorni, poi ho ceduto, ancheperché nella mia giornata c’erano proprio un paio d’orette che non riuscivo adoccupare in nessun modo e nelle quali mi annoiavo a morte, niente di meglio cheriempirle con un libro. Ed ecco che mi capita tra le mani una garanzia di buonariuscita, non un libro qualsiasi ma una sicurezza, perché leggere Jane Austenper me non è altro che questo, una specie di tutela, certo nell’avvicinarmi a “l’abbaziadi Northanger” non mi aspettavo un capolavoro ai livelli di orgoglio epregiudizio o persuasione ma sapevo dentro di me che non mi avrebbe deluso, unaconvinzione che si è rivelata esatta. Il libro è molto scorrevole, naturalmenteben scritto anche se in alcuni passi ho trovato l’articolazione del periodo unpo’ macchinosa e non fluida come mi sarei aspettata ma non so se attribuirequesta piccola mancanza alla traduzione o meno. E’ certamente un romanzopiacevole che cattura il lettore a partire dalla seconda metà, ci si ritrovanotutti gli elementi che caratterizzano gli altri scritti dell’autrice e in piùuna pungente ironia nei confronti del romanzo gotico, devo infatti confessareche più di una volta mi sono ritrovata a ridere di gusto davanti alleimbarazzanti situazioni in cui la protagonista si va a cacciare e in varieoccasioni mi sono ripetuta “ non può essere così sciocca da fare questo!!” e poicome rimanere impassibili di fronte a personaggi a mio parere esilaranti qualiIsabel e suo fratello John. Insomma anche questa volta &lt;st1:personname productid="la Austen" w:st="on"&gt;la Austen&lt;/st1:personname&gt; è stata capace dicatturare la mia curiosità e coinvolgermi nella storia anche se all’inizionutrivo dei dubbi in proposito in quanto risulta un po’difficile immedesimarsinei vari personaggi un po’ troppo eccessivi in certi loro caratteri chefiniscono per giganteggiare dando l’idea di personalità un po’ piatte &amp;nbsp;i cosiddetti “flat characters” ma d’altrondecredo che questo fosse il loro ruolo all’interno dell’economia del romanzo edhanno indubbiamente assurto alla loro funzione di mettere in ridicolo certicomportamenti della società inglese. Quindi a ben vedere non c’è nulla fuoriposto in questo romanzo in quanto ogni cosa concorre a comporre un buon intreccio.&lt;/div&gt;Unica pecca a mio parere ilfinale troppo affrettato, avrei preferito qualche pagina in più ma mi rendoconto che forse il vero scopo della scrittrice non era quello di dilungarsisull’ happy ending, accettando questa considerazione non posso dire altro chedi essere soddisfatta di questa lettura che consiglio vivamente!!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9084257024134967905-3300045861390506101?l=honeyary.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://honeyary.blogspot.com/feeds/3300045861390506101/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://honeyary.blogspot.com/2011/10/northanger-abbey-ed-eccomi-qui-in-un.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9084257024134967905/posts/default/3300045861390506101'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9084257024134967905/posts/default/3300045861390506101'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://honeyary.blogspot.com/2011/10/northanger-abbey-ed-eccomi-qui-in-un.html' title=''/><author><name>ary</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13390246222908229387</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_kAWMn3WYubk/SkjNPmAIv6I/AAAAAAAAAXM/_FFhEzxn4LU/S220/Roma_t.+Caracalla.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-PuLdz1ANcZo/Toy3V4ROPPI/AAAAAAAAA4g/D5nms7ZZZ44/s72-c/190920111018.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9084257024134967905.post-5217959833541733213</id><published>2011-01-14T20:54:00.005+01:00</published><updated>2011-01-14T23:00:54.502+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://t2.gstatic.com/images?q=tbn:jf9C5P5FPPsMpM:http://www.classical.net/music/images/composer/b/boito.jpg&amp;amp;t=1"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 184px; height: 254px;" src="http://t2.gstatic.com/images?q=tbn:jf9C5P5FPPsMpM:http://www.classical.net/music/images/composer/b/boito.jpg&amp;amp;t=1" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 19px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;ANALISI DELLA POESIA&lt;span&gt;          &lt;/span&gt;“LEZIONE D’ANATOMIA”&lt;span&gt;             &lt;/span&gt;Arrigo Boito&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt" &gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;Parafrasi:&lt;/span&gt; La sala è tetra: dal cielo scuro discende l’alba che si riflette sul freddo letto&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;  &lt;/span&gt;con una luce fioca. Chi dorme? Una malata di tisi morta ieri all’ospedale sottratta alla pace dei cimiteri e al funerale:tolta alla dolce cantilena del prete e al dormitorio, tolta alle gocce quiete come di rugiada dell’aspersorio. Delitto! Il suo petto sanguina attraverso una terribile ferita. Ed era giovane! Ed era bionda! Ed era bella! Con quel cadavere (unione infeconda! Conoscenza illusoria!) tu scienza umana aumenti il numero dei dubbi. Mentre il medico grida la sua lezione e cita adeguatamente&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;  &lt;/span&gt;Vesalio, Ippocrate, Harvey, Bacone, Sprengel e Koch, io penso ai dolci pensieri che hanno attraversato quella testa, ai sogni meravigliosi invano sognati da quella povera giovane. Penso alle mille cose impalpabili che si fondano sulla speranza! Finzione che scompare più facilmente che una strofe di quattro versi. Anche quella vergine senza sepoltura sperò nei momenti più melanconici, chiuse il suo cuore come un luogo sacro, ed ora il medico che glielo cava grida ed incalza: &lt; style="mso-spacerun:yes"&gt;  &lt;/span&gt;le valvole&gt; &lt;ecco le="" celle=""&gt; &lt;ecco aorta=""&gt;&lt;/ecco&gt;&lt;/ecco&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size:14.0pt"&gt;. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt"&gt;Poi continua &lt;&gt; ed io sconvolto ritorno a leggere le mie visioni sul pallido volto.&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;  &lt;/span&gt;Scienza vattene con le tue leggi(che confortano l’uomo in quanto gli svelano i misteri del mondo)! Riconsegnami i mondi del sogno e dell’interiorità sia concessa pace ai defunti e ai moribondi. Perdona o pallida adolescente! O pia giovane , dolce e purissima fiore che viene meno di poesia! E mentre rievoco dentro di me quei bei sogni in quel&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;  &lt;/span&gt;cadavere si scopre un feto di trenta giorni.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt"&gt;La poesia è interamente percorsa da un tono macabro e lugubre come lascia ben intuire il titolo. Essa è formata da quattordici strofe composte da sei versi ciascuna, la prima&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;  &lt;/span&gt;strofe ci inserisce tramite una realistica descrizione nell’ambiente in cui si trova il poeta e in particolar modo le parole “lugubre”e “freddo letto” ci suggeriscono l’idea della morte che si presenta più esplicitamente a partire dalla seconda strofa. In essa il poeta sembra sottolineare il brutale e crudele trattamento che è stato riservato a quella povera giovane morta di tisi, il cui corpo è stato sottratto al riposo e alla pace del cimitero ed è stato privato delle giuste esequie. Il &lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt; &lt;/span&gt;giudizio negativo del poeta nei confronti di tali pratiche si manifesta con l’esclamazione “Delitto!” che con la sua potenza ci lascia immaginare il poeta tuonare contro il crudele destino riservato al corpo della giovane. Ai versi 22, 23, 24 troviamo l’anafora di “ed era”, troviamo anche un climax ascendente tra i sostantivi “giovane”, “bionda”e “bella”. Nella quinta strofa il poeta mostra la sfiducia che egli nutre nella possibilità della scienza la quale secondo lui analizzando quel cadavere non farà altro che sollevare nuovi dubbi e incertezze. Troviamo una netta opposizione tra la sesta strofa nella quale viene tratteggiato l’atteggiamento del medico che continua a declamare a gran voce la sua lezione restando indifferente di fronte al dramma della morte, e la settima nella quale invece il poeta rivaluta il mondo dei sentimenti e si lascia andare a un sentimento di pietà nei confronti della fanciulla ormai defunta,la cui mente era stata attraversata mentre era in vita da sogni, speranze, desideri che per loro natura, come si può ben evincere dal destino della ragazza sono caduchi, labili e inconsistenti più dei versi di una poesia, e forse in quest’ ultima affermazione possiamo cogliere un giudizio autoironico di Boito sulla poesia. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt"&gt;Nella decima strofa il poeta descrive con crudo realismo ciò che avviene durante la lezione e ci rende manifesta la dissacrazione operata dalla scienza la quale viola, profana il cuore della fanciulla che mentre era in vita aveva custodito tutti i suoi più intimi segreti e desideri, ora invece,viene ridotto a vile materiale didattico. Risulta evidente la contrapposizione tra la freddezza, l’indifferenza, il distacco del medico che “svelle” il cuore della giovane e la compassione del poeta che rimane sconvolto dal fatto che la scienza non abbia alcun riguardo nei confronti dei morti, egli preferisce il mondo dell’immaginazione, dei sentimenti, dell’interiorità alla cruda realtà come testimoniano i versi della terzultima strofa. Infine assistiamo ad un fortissimo contrasto tra le ultime due strofe infatti nella penultima viene celebrata la purezza e il candore della fanciulla mentre nell’ultima viene completamente capovolta questa immagine che si è data alla ragazza poiché si scopre che in realtà era incinta. In questo componimento possiamo riscontrare un aspetto caratterizzante della scapigliatura che vuole turbare, stupire il lettore, e in questo caso tale volontà si concretizza innanzi tutto tramite la scelta di un tema piuttosto anticonvenzionale per una poesia come una lezione d’anatomia e poi tramite la provocatoria rivelazione che quella giovane aspettava un figlio, fatto questo che nella società del tempo era percepito come scandaloso e che nella mentalità dell’epoca suscitava sdegno e riprovazione morale.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9084257024134967905-5217959833541733213?l=honeyary.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://honeyary.blogspot.com/feeds/5217959833541733213/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://honeyary.blogspot.com/2011/01/analisi-della-poesia-lezione-danatomia.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9084257024134967905/posts/default/5217959833541733213'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9084257024134967905/posts/default/5217959833541733213'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://honeyary.blogspot.com/2011/01/analisi-della-poesia-lezione-danatomia.html' title=''/><author><name>ary</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13390246222908229387</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_kAWMn3WYubk/SkjNPmAIv6I/AAAAAAAAAXM/_FFhEzxn4LU/S220/Roma_t.+Caracalla.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9084257024134967905.post-2495725528833918228</id><published>2010-11-16T21:30:00.010+01:00</published><updated>2010-11-16T22:04:14.354+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://t2.gstatic.com/images?q=tbn:j1C-k84t0p0scM:http://www.universita.it/wp-content/uploads/2010/01/giacomo-leopardi.jpg&amp;amp;t=1"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 160px; height: 166px;" src="http://t2.gstatic.com/images?q=tbn:j1C-k84t0p0scM:http://www.universita.it/wp-content/uploads/2010/01/giacomo-leopardi.jpg&amp;amp;t=1" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="font-size: 17px; "&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 17px;"&gt;&lt;i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;&lt;i&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: 13pt; color: rgb(153, 51, 0); "&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;Analisi  &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: 13pt; color: rgb(255, 153, 102); "&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;“Canto notturno di un pastore errante dell’Asia”  &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: 13pt; color: rgb(153, 51, 0); "&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt; Giacomo Leopardi&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;b style="font-weight: bold; "&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style:normal"&gt;&lt;span style="font-size:13.0pt;font-family:Gautami;mso-fareast-font-family:&amp;quot;Arial Unicode MS&amp;quot;; color:#FF9966"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 17px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: georgia; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 17px;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Questa poesia è stata composta tra il 1829 e il 1830 ed è quindi cronologicamente l’ultimo dei Grandi Idilli pisano-recanatesi . In esso possiamo rintracciare ancora elementi propri della poetica dell’ indefinito e del vago, ma l’elemento più importante di tale canto è la presenza di quesiti esistenziali destinati a rimanere insoluti, tramite i quali il poeta si sofferma a riflettere sulla costitutiva infelicità che investe l’intero genere umano e tutti gli esseri viventi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Il canto si apre con un semplice pastore preso come simbolo dell’umanità intera che si rivolge alla luna, la quale si configura come l’interlocutore del pastore dal quale egli aspetta vanamente delle risposte a problemi esistenziali e universali, ma tali domande non sono altro che interrogative retoriche di cui il poeta conosce già la risposta.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;"Che fai tu luna nel cielo? Dimmi che cosa fai o luna silenziosa "&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Già nei primi due versi Leopardi apostrofa la luna con l’aggettivo silenziosa proprio per indicare che essa rimarrà un interlocutore muto.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;"Sorgi la sera e ti muovi contemplando i luoghi deserti dove tramonti. Non sei ancora soddisfatta di ripercorrere sempre le medesime vie del cielo? Ancora non ti annoi , ancora sei curiosa di guardare queste valli? La vita del pastore somiglia alla tua . Inizia all’alba conduce il gregge per i campi e vede greggi, fontane e prati ; poi stanco la sera si riposa e mai desidera altro."&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;In questi versi viene paragonata l’esistenza della luna a quella del pastore per la ripetitività che caratterizza entrambe, infatti tramite questa descrizione viene posto l’accento sulla monotonia dei due modi di vivere che si reiterano sempre uguali a loro stessi non desiderando cambiamenti o novità.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;" Dimmi o luna che significato ha la vita del pastore e la vostra? Dimmi qual è lo scopo del mio breve viaggio, e del tuo corso eterno?"&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Leopardi cerca il senso della sua vita da lui definita con una metafora “vagar mio breve” e più in generale della vita di tutti gli esseri. La prima stanza che qui si conclude è quindi incentrata sul paragone tra il ciclo lunare e la vita del pastore.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;" Un vecchio canuto e malato non completamente vestito e scalzo che con un pesantissimo carico sulle spalle attraverso le montagne, le valli , i territori rocciosi e quelli sabbiosi e attraverso i cespugli con il vento con i temporali quando l’ora brucia di calore, e quando invece fa freddo corre via, corre e ansima per la fatica, oltrepassa/ guada torrenti e stagni, cade, si rialza, e si affretta sempre di più , senza sosta o riposo , logorato e sanguinante, fino a quando arriva dove la sua fatica era indirizzata: l’orribile abisso dove egli precipitando si dimentica di tutto. O luna incorrotta dalle miserie umane, questa è la vita mortale."&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Questa seconda stanza rappresenta l’allegoria della vita umana paragonata ad un vecchio che deve affrontare ogni sorta di difficoltà per poi cadere definitivamente nell’oblio della morte qui descritta con una metafora come “abisso orrido e immenso” proprio la parola “immenso” al verso 35 e nel verso successivo il verbo “obblia” servono a dare l’idea di infinito, di indefinitezza, di vago che caratterizza la poetica leopardiana, infatti per il poeta condizione necessaria per creare poesia è la riproduzione tramite il linguaggio dell’idea di indefinito in quanto avendo l’uomo in sé un infinito desiderio di varcare i propri limiti non può trovare piacere in una poesia in cui tutto è limitato e ben circoscritto nei suoi contorni.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;"L’uomo nasce con fatica e la nascita comporta anche il rischio di morire. Per prima cosa prova dolore e tormento e sin dall’inizio la madre e il padre cominciano a consolarlo d’essere nato. Poi mano a mano che cresce entrambi i genitori lo aiutano continuamente con azioni e parole e cercano di fargli coraggio e di confortarlo della sua condizione di uomo."&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Da queste parole emerge una visione totalmente negativa dell’esistenza che sarebbe quindi dominata ,secondo il poeta, dal dolore, dalla sofferenza, dalla tristezza e dall’infelicità.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;" Altro favore più gradito non si può fare da parte dei genitori ai figli. Ma qual è il senso di dare alla luce e di mantenere in vita chi poi dovrà essere consolato della sua condizione? Se la vita è sventura perché noi continuiamo a sopportarla? Intatta luna, questa è lo stato dei mortali. Ma tu non sei mortale e forse poco ti importa delle mie parole"&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Il poeta non riesce a trovare una spiegazione esauriente per la quale gli uomini sopportino ancora la vita e quale sia il fine di mettere al mondo esseri che sono destinati all’infelicità. Negli ultimi due versi inoltre il poeta affermando con una litote che la luna è immortale e tramite una netta antitesi tra “stato mortale” e “mortal non sei” si insinua il dubbio che la luna come la natura sia indifferente alle sofferenze umane, motivo questo, tipico del pessimismo cosmico del poeta per il quale la natura cessa di essere madre benevola e diventa matrigna malvagia che illude e delude l’uomo e che pone in lui la tensione irrefrenabile verso la conoscenza destinata a rimanere inappagata, rimanendo impassibile di fronte al suo dramma. Numerose in questa stanza sono le parole che rimano tra loro come “nascimento” “tormento”, “parole” “prole” “sole”, “stato” “grato”, “sventura” “dura”,”tale” “mortale” “cale”che insieme ai numerosi enjambements conferiscono alla poesia il ritmo di una cantilena.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;"Eppure tu solitaria e instancabile viaggiatrice che sei così pensosa , forse capisci che cosa sia questa vita terrena, le nostre sofferenze e i nostri sospiri, che cosa sia la morte e questo estremo impallidire del viso , e lo scomparire della terra e il sottrarsi ad ogni abituale e amata compagnia."&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;In questi versi gli aggettivi attribuiti alla luna “solinga”, “eterna”, “pensosa” rendono l’idea di vago e indefinito, troviamo anche una iterazione di “tu” che sottolinea l’insistente rivolgersi del pastore alla luna inoltre l’anafora di “che sia” che conclude il verso 64 e inizia il successivo ha il fine di attirare l’attenzione del lettore sulla ricerca del significato della vita e del dolore. Numerose in questa prima parte della quarta stanza gli scontri di consonanti come “ rr”, “str”, “sp”, “st”, “pr”, “nt” che vogliono comunicare l’infelicità e l’asprezza della condizione umana.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;" E tu certamente comprendi il perché delle cose, e vedi il senso del mattino, della sera, del silenzioso e infinito scorrere del tempo . Tu certamente sai a quale suo dolce amore sorrida la primavera, a chi porta beneficio il calore e che cosa procuri l’inverno con i suoi ghiacci. Mille cose tu conosci, mille ne scopri, che sono nascoste all’ingenuo pastore. Spesso quando io ti guardo stare così silenziosa sulla pianura deserta che all’orizzonte confina con il cielo"&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Questa seconda parte della quarta stanza esprime il bisogno sentito dal poeta e dall’umanità intera di credere che esista qualcuno che conosca il significato, il fine di tutto ciò che esiste.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;"Oppure con il mio gregge ti vedo seguirmi muovendoti pian piano e quando guardo le stelle brillar nel cielo dico dentro di me pensando : a che scopo tante luci? Che senso ha l’aria infinita e quel profondo infinito sereno ? Che vuol dire questa sconfinata solitudine? E io che cosa sono?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;In questo modo ragiono con me stesso : sia della stanza sconfinata e superba sia dell’innumerevole famiglia, poi penso all’ adoperarsi dei tanti movimenti di ogni cosa celeste e terrena che girano senza sosta per ritornare sempre là da dove sono partite; e non so indovinarne alcun beneficio o scopo."&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Da notare in questi versi ancora l’utilizzo di termini atti ad evocare il senso di indefinito come “profondo” ,“infinito” ,“immensa”,“smisurata”, “innumerabile”. Il poeta con le metafore “stanza smisurata e superba” vuole indicare l’universo e “innumerabile famiglia” invece il genere umano. Al verso 94 l’antitesi tra “celeste” e “terrena” ci informa che Leopardi si interroga su tutto ciò che succede nel cosmo. Al verso 97 invece troviamo un chiasmo “uso alcuno, alcun frutto” cioè una disposizione incrociata degli elementi costitutivi di una proposizione in questo caso troviamo sostantivo-aggettivo, aggettivo-sostantivo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;" Ma tu certamente sempre giovane e immortale conosci tutto. Di questo io son certo e consapevole, che degli eterni movimenti e della mia fragilità altri avranno qualche vantaggio o soddisfazione; per me la vita è male."&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Importante dal punto di vista retorico è la prolessi presente al verso 100 cioè l’anticipazione di ciò che sta per essere detto con il fine di richiamare l’attenzione del lettore attraverso la costruzione insolita della frase.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;"Beato te o gregge mio che ti riposi, che non sei consapevole della tua infelicità, quanto ti invidio! Non solo perché sei quasi libera dalle sofferenze; perché ogni fatica ogni male ogni grande paura ti scordi immediatamente; ma soprattutto perché non provi mai noia. Quando stai seduto all’ombra, sul prato tu stai calmo e contento; e trascorri gran parte dell’anno in questo stato, senza noia. Ed anche io mi siedo sull’erba all’ombra ma un fastidio mi riempie la mente ed uno stimolo mi infastidisce così che sedendo sono più che mai lontano dal trovare un luogo in cui mi senta pacificato."&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Il poeta nella sesta stanza espone la sua invidia nei confronti degli animali che non sono tormentati dal dolore e che si dimenticano in fretta ogni esperienza negativa mentre l’uomo è destinato a serbarne il doloroso ricordo. La sua invidia, però è generata soprattutto dal fatto che gli animali possono trovare pace e tranquillità in modi molto semplici anche solo sedendo su un prato, invece questa possibilità è negata all’uomo che in una situazione analoga verrebbe assalito dal sentimento della noia che domina insieme al dolore l’esistenza umana. Shopenauer, infatti, riteneva che la vita dell’uomo è come un pendolo che oscilla tra il dolore e la noia e che gli attimi di felicità sono quei fugaci momenti in cui il pendolo si trova in mezzo. La mente dell’uomo quindi è in ogni caso sempre e comunque dominata da quell’irrefrenabile tensione verso l’ignoto verso la conoscenza che però non trovando risposte che la appaghino genera nell’uomo un senso di frustrazione, di insoddisfazione che nega al suo animo la possibilità di placarsi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;" Eppure non desidero nulla e finora non ho una ragione per soffrire. Non so dire quale sia la tua gioia e quanto sia intensa; ma sei fortunata. Mentre io gioisco ben poco o gregge mio, e non mi lamento solo di questo. Se tu sapessi parlare io ti rivolgerei delle domande ti chiederei di dirmi perché giacendo in stato di completo abbandono e rilassatezza ogni animale si appaga e io se mi riposo sono assalito dalla noia?"&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;In tutta la sesta stanza Leopardi parla del Taedium vitae che è un male proprio degli uomini in quanto gli animali ne sono immuni non essendo dotati di ragione e non ponendosi domande esistenziali. Leopardi ha definito la noia come assenza di ogni sentimento di bene e di male, quindi essa è una condizione connaturata all’essere stesso il quale non le si può sottrarre a meno che non scelga di vivere senza mai riflettere. Secondo il poeta la noia nobilita l’uomo, lo diversifica dal resto degli esseri viventi anche se gli impedisce di trovare soddisfazione e appagamento .&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;"Forse se io avessi le ali così da poter volare sopra le nuvole e contare le stelle una per una o se come il tuono potessi vagare di monte in monte sarei più felice ,o mio dolce gregge, sarei più felice o candida luna .O forse il mio pensiero considerando il destino degli altri esseri viventi si discosta dalla realtà ; forse in qualsiasi forma, in qualsiasi condizione si nasca, sia in una tana che in una casa il giorno della nascita è tragico."&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;In questa ultima stanza troviamo la sintesi del pessimismo cosmico di Leopardi, che prima si illude di poter essere felice se potesse vivere l’esistenza di un tuono o se avesse la possibilità di volare ma poi si rende conto che in qualunque forma si viva, sia animale che umana, la propria esistenza sarà comunque dominata dall’infelicità. Il pessimismo del poeta nella sua ultima fase si allarga quindi a comprendere ogni essere vivente, ogni epoca storica. Il dolore quindi non affligge solo l’ uomo ma anche gli animali , egli però è il più misero di tutti perché il suo intelletto gli fa conoscere l’amara ineluttabilità del suo destino. L’uomo come tutti gli altri esseri viventi nasce al solo scopo di morire ed il suo percorso dalla nascita alla morte è costellato di fatiche, ostacoli e sofferenze. Nel mondo quindi esiste un ciclo continuo di produzione e distruzione di materia il cui unico obiettivo è perpetuarsi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: arial; font-size: 17px; "&gt;&lt;span style="font-size:12.5pt; font-family:Gautami;mso-fareast-font-family:&amp;quot;Arial Unicode MS&amp;quot;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-size: 12.5pt; "&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9084257024134967905-2495725528833918228?l=honeyary.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://honeyary.blogspot.com/feeds/2495725528833918228/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://honeyary.blogspot.com/2010/11/analisi-canto-notturno-di-un-pastore.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9084257024134967905/posts/default/2495725528833918228'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9084257024134967905/posts/default/2495725528833918228'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://honeyary.blogspot.com/2010/11/analisi-canto-notturno-di-un-pastore.html' title=''/><author><name>ary</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13390246222908229387</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_kAWMn3WYubk/SkjNPmAIv6I/AAAAAAAAAXM/_FFhEzxn4LU/S220/Roma_t.+Caracalla.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9084257024134967905.post-6254695832333042587</id><published>2010-11-15T20:15:00.000+01:00</published><updated>2010-11-15T20:43:11.916+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://t0.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcQchkYUJUa1qJGTTK5fr7af3a-nlQ73OazDdvl8WXljoa76IgqfKg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 181px; height: 278px;" src="http://t0.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcQchkYUJUa1qJGTTK5fr7af3a-nlQ73OazDdvl8WXljoa76IgqfKg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="line-height:13.5pt"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="font-size:24.0pt; font-family:Georgia;mso-bidi-font-family:&amp;quot;Courier New&amp;quot;;color:#663333; mso-ansi-language:EN-GB"&gt;Virginia Woolf :                          &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: normal; "&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="font-size:18.0pt; font-family:Georgia;color:#FF9966;mso-ansi-language:EN-GB"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 0); font-family: Georgia, serif; font-style: normal; font-size: 16px; "&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="font-size:21.0pt; font-family:Georgia;mso-bidi-font-family:&amp;quot;Courier New&amp;quot;;color:#FF9966; mso-ansi-language:EN-GB"&gt;A room&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="font-size:21.0pt; font-family:Georgia;mso-bidi-font-family:&amp;quot;Courier New&amp;quot;;color:#666666; mso-ansi-language:EN-GB"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="font-size:21.0pt; font-family:Georgia;mso-bidi-font-family:&amp;quot;Courier New&amp;quot;;color:#FF9966; mso-ansi-language:EN-GB"&gt;of one's own&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="font-size:24.0pt; font-family:Georgia;mso-bidi-font-family:&amp;quot;Courier New&amp;quot;;color:#FF9966; mso-ansi-language:EN-GB"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="line-height:13.5pt"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: normal; "&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="font-size:18.0pt; font-family:Georgia;color:#FF9966;mso-ansi-language:EN-GB"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 0); font-family: Georgia, serif; font-style: normal; font-size: 16px; "&gt;&lt;i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: normal; "&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="font-size:18.0pt; font-family:Georgia;color:#FF9966;mso-ansi-language:EN-GB"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal; "&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="font-size: 18pt; font-family: Georgia; color: rgb(255, 153, 102); "&gt;6th Chapter&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: normal; "&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="font-size: 18pt; font-family: Georgia; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large; "&gt;In the last chapter the narrator looked upon a theory about the unification of the sexes in the artist’s mind, where there should exist male elements as well as female ones and they should melt together in order to create the most favourable condition to the expression of the genius. This theory is very similar to the Coleridge’s one of the androgynous mind. Nevertheless this state of mind was very rare and difficult to accomplish especially in Virginia’s time because male and female have gained much more consciousness of their sexes and their difference. In conclusion The writer reasserted that a woman in order to write should enjoy an economical independence and also a room of her own where she can work undisturbed&lt;/span&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="line-height:13.5pt"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: normal; "&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="font-size:18.0pt; font-family:Georgia;color:#FF9966;mso-ansi-language:EN-GB"&gt;5th Chapter&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;In this chapter Virginia focused upon Mary Carmichael’s book  Life's Adventure i&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;n which we can find an amazing innovation; for the first time in literature a woman liked another woman, as a matter of fact, until then relationships between women have been described in an oversimplified way, they have been  portrayed as mothers, daughters, sisters Wives, but never as  friends or lovers. They have been shown nearly always in relation to men, and this according to the author, has generated a fragmentary and bitty view of female nature that has impoverished literature very much.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;i&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal; "&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="font-size:18.0pt; font-family:Georgia;color:#FF9966;mso-ansi-language:EN-GB"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 24px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/i&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9084257024134967905-6254695832333042587?l=honeyary.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://honeyary.blogspot.com/feeds/6254695832333042587/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://honeyary.blogspot.com/2010/11/virginia-woolf-room-of-ones-own-5th.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9084257024134967905/posts/default/6254695832333042587'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9084257024134967905/posts/default/6254695832333042587'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://honeyary.blogspot.com/2010/11/virginia-woolf-room-of-ones-own-5th.html' title=''/><author><name>ary</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13390246222908229387</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_kAWMn3WYubk/SkjNPmAIv6I/AAAAAAAAAXM/_FFhEzxn4LU/S220/Roma_t.+Caracalla.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9084257024134967905.post-7927039639163424361</id><published>2010-10-12T20:26:00.000+02:00</published><updated>2010-11-15T20:47:04.375+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://t0.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcQchkYUJUa1qJGTTK5fr7af3a-nlQ73OazDdvl8WXljoa76IgqfKg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 181px; height: 278px;" src="http://t0.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcQchkYUJUa1qJGTTK5fr7af3a-nlQ73OazDdvl8WXljoa76IgqfKg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://img2.imagesbn.com/images/13820000/13820297.JPG"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 0); -webkit-text-decorations-in-effect: none; "&gt;&lt;i&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="line-height: 13.5pt; display: inline !important; "&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="font-size:24.0pt; font-family:Georgia;mso-bidi-font-family:&amp;quot;Courier New&amp;quot;;color:#663333; mso-ansi-language:EN-GB"&gt;Virginia Woolf :&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 0); -webkit-text-decorations-in-effect: none; "&gt;&lt;i&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;i style="font-weight: bold; "&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;i&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;i&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;b&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 12pt; text-align: justify; display: inline !important; "&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="font-size:18.0pt; font-family:Georgia;color:#FF9966;mso-ansi-language:EN-GB"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="font-size:21.0pt; font-family:Georgia;mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-bidi-font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;;color:#FF9966;mso-ansi-language:EN-GB;mso-fareast-language:IT; mso-bidi-language:AR-SA"&gt;A room&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="font-size:21.0pt; font-family:Georgia;mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-bidi-font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;;color:#666666;mso-ansi-language:EN-GB;mso-fareast-language:IT; mso-bidi-language:AR-SA"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="font-size:21.0pt; font-family:Georgia;mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-bidi-font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;;color:#FF9966;mso-ansi-language:EN-GB;mso-fareast-language:IT; mso-bidi-language:AR-SA"&gt;of one's own&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;&lt;i&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal; line-height: normal; "&gt;&lt;i&gt;&lt;i&gt;&lt;i&gt;&lt;i&gt;&lt;i&gt;&lt;i&gt;&lt;i&gt;&lt;i&gt;&lt;i&gt;&lt;i&gt;&lt;i&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 12pt; text-align: justify; display: inline !important; "&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="font-size:18.0pt; font-family:Georgia;color:#FF9966;mso-ansi-language:EN-GB"&gt;4th Chapter&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="font-size:12.0pt;font-family: &amp;quot;Verdana Ref&amp;quot;;mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-bidi-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-ansi-language:EN-GB;mso-fareast-language:IT;mso-bidi-language: AR-SA"&gt;In the fourth chapter Virginia stated that ,in the past, the only way open to women to write was the anonymity or to conceal their identity behind the name of a man, then she&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;  &lt;/span&gt;mentioned the case of Aphra Behn because with her we turn an important point in the relationship between women and literature, as a matter of fact, Aphra Behn was the first woman to make a living from her writing. Then the author concentrated her analysis upon four great figures of the nineteenth century that is to say Jane Austen, Charlotte and Emily Bronte, and George Elliot, they all had written great book in spite of being subjected to all sorts of interruptions since they wrote in the common space of the sitting room. According to Virginia Woolf, Jane Austen had been the only one able to write like Shakespeare freeing her mind from all the impediments and the external influences. While Charlotte Bronte Even Though she was more talented than Jane Austen didn’t succeed in freeing her mind, in fact her work is affected, is impaired by her own grievance and anger, because during the book she had sometimes left the story to speak her own feelings rather than the characters’ ones, and this had created a deep fracture in her work.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;p style="font-weight: bold; font-style: italic; "&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;i style="font-weight: bold; font-style: italic; "&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;/i&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/i&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/i&gt;&lt;p style="font-weight: bold; font-style: italic; "&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="line-height: 13.5pt; font-weight: bold; font-style: italic; "&gt;&lt;i&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;i style="font-weight: bold; font-style: italic; "&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/i&gt;&lt;i style="font-weight: bold; font-style: italic; "&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;/i&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/i&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/i&gt;&lt;p style="font-weight: bold; font-style: italic; "&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="line-height: 13.5pt; font-weight: bold; font-style: italic; "&gt;&lt;i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;i style="font-weight: bold; font-style: italic; "&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/i&gt;&lt;p style="font-weight: bold; font-style: italic; "&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="font-style: italic; font-weight: bold; "&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;p style="font-style: italic; "&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="font-style: italic; "&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9084257024134967905-7927039639163424361?l=honeyary.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://honeyary.blogspot.com/feeds/7927039639163424361/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://honeyary.blogspot.com/2010/10/virginia-woolf-room-of-ones-own-4th.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9084257024134967905/posts/default/7927039639163424361'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9084257024134967905/posts/default/7927039639163424361'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://honeyary.blogspot.com/2010/10/virginia-woolf-room-of-ones-own-4th.html' title=''/><author><name>ary</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13390246222908229387</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_kAWMn3WYubk/SkjNPmAIv6I/AAAAAAAAAXM/_FFhEzxn4LU/S220/Roma_t.+Caracalla.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9084257024134967905.post-6441455023395082277</id><published>2010-10-12T20:18:00.000+02:00</published><updated>2010-10-12T20:26:28.174+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://img2.imagesbn.com/images/13820000/13820297.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 185px; height: 280px;" src="http://img2.imagesbn.com/images/13820000/13820297.JPG" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_b7ceeavb8po/TISDOEWs3HI/AAAAAAAABig/y_ZIffXUCEs/s1600/340793.jpg"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 0); "&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_b7ceeavb8po/TISDOEWs3HI/AAAAAAAABig/y_ZIffXUCEs/s1600/340793.jpg"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 0); -webkit-text-decorations-in-effect: none; line-height: 18px; "&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="font-size:24.0pt; font-family:Georgia;mso-bidi-font-family:&amp;quot;Courier New&amp;quot;;color:#663333; mso-ansi-language:EN-GB"&gt;Virginia Woolf &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 18px; "&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="font-size:24.0pt; font-family:Georgia;mso-bidi-font-family:&amp;quot;Courier New&amp;quot;;color:#663333; mso-ansi-language:EN-GB"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="font-size:18.0pt; font-family:Georgia;color:#FF9966;mso-ansi-language:EN-GB"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 0); font-family: Georgia, serif; font-style: normal; font-size: 16px; "&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="font-size:21.0pt; font-family:Georgia;mso-bidi-font-family:&amp;quot;Courier New&amp;quot;;color:#FF9966; mso-ansi-language:EN-GB"&gt;A room&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 0); font-family: Georgia, serif; font-style: normal; font-size: 16px; "&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="font-size:21.0pt; font-family:Georgia;mso-bidi-font-family:&amp;quot;Courier New&amp;quot;;color:#666666; mso-ansi-language:EN-GB"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 0); font-family: Georgia, serif; font-style: normal; font-size: 16px; "&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="font-size:21.0pt; font-family:Georgia;mso-bidi-font-family:&amp;quot;Courier New&amp;quot;;color:#FF9966; mso-ansi-language:EN-GB"&gt;of one's own&lt;/span&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="font-family: Georgia; color: rgb(255, 153, 102); "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 32px;"&gt;       &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;3rd &lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt; &lt;/span&gt;Chapter&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="font-family:&amp;quot;Verdana Ref&amp;quot;;mso-ansi-language:EN-GB"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;b&gt;Virginia Woolf decided to turn to history rather than to the opinions and she tried to describe the condition in which women lived in the past, because fiction is not something autonomous or detached from reality but it is strictly linked with life. Analyzing women’s conditions of life and the way in which they were portrayed in fiction it appeared clear than there was a great paradox since women in literature were not wanting in personality, they were heroic, hideous, cruel, clever, beautiful, great as much as men, perhaps even greater. Women were of the utmost importance in literature but insignificant in history. They could hardly read or have an opinion of their own, they were subdued to men. A woman could have never written the plays of Shakespeare during his time, she could not have his genius because women received no education, moreover she should have overcome a lot of prejudices and the hostility of the whole society and so her mind would not have been free of expressing itself, which is an indispensable condition to create art.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9084257024134967905-6441455023395082277?l=honeyary.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://honeyary.blogspot.com/feeds/6441455023395082277/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://honeyary.blogspot.com/2010/10/virginia-woolf-room-of-ones-own-3rd.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9084257024134967905/posts/default/6441455023395082277'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9084257024134967905/posts/default/6441455023395082277'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://honeyary.blogspot.com/2010/10/virginia-woolf-room-of-ones-own-3rd.html' title=''/><author><name>ary</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13390246222908229387</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_kAWMn3WYubk/SkjNPmAIv6I/AAAAAAAAAXM/_FFhEzxn4LU/S220/Roma_t.+Caracalla.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9084257024134967905.post-4663368632858407593</id><published>2010-08-14T09:32:00.000+02:00</published><updated>2010-08-14T16:32:08.336+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_kAWMn3WYubk/TGZHAd5IriI/AAAAAAAAAmg/MgegSyJNPCY/s1600/roomofone.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 202px; FLOAT: left; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5505165667856854562" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_kAWMn3WYubk/TGZHAd5IriI/AAAAAAAAAmg/MgegSyJNPCY/s320/roomofone.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:georgia;color:#663333;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:x-large;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;Virginia Woolf : &lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF9966;"&gt;A room of one's own&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:georgia;color:#663333;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:x-large;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF9966;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;2nd  Chapter&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:large;"&gt;In the second chapter the writer has been assailed by a swarm of questions about the safety and prosperity of one sex and the poverty and insecurity of the other and about what effect poverty and tradition have on fiction. So she decided to visit the library of the British Museum in order to find some answers, consulting the books written by eminent professors about women. Nevertheless she soon discovered that truth was not to be found among the different and contrasting opinions of men who had written essays not in the light of reason and truth but in the light of emotion and partiality. These opinions were indeed so different, Virginia said, that it was impossible to "make a head or tail" of that subject. For instance Napoleon insisted that women were incapable of education  while Dr. Johnson thought the opposite, he believed that "women are an overmatch for men and therefore they choose the wickest or the most ignorant. Others thought that women do not have soul on the contrary the ancient Germans believed that they were half divine. At the end of this chapter Virginia Woolf understood that women have been, through the ages, like glasses with the magical power of reflecting the figure of men twice bigger. Men has despised women since it has been the quickest and easiest way to gain self confidence, a quality desperately needed to face the hardness of life. A lot of men insisted upon the inferiority of women for if they were not inferior, men would cease to enlarge, they would loose power and self-assurance.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9084257024134967905-4663368632858407593?l=honeyary.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://honeyary.blogspot.com/feeds/4663368632858407593/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://honeyary.blogspot.com/2010/08/in-second-chapter-writer-has-been.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9084257024134967905/posts/default/4663368632858407593'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9084257024134967905/posts/default/4663368632858407593'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://honeyary.blogspot.com/2010/08/in-second-chapter-writer-has-been.html' title=''/><author><name>ary</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13390246222908229387</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_kAWMn3WYubk/SkjNPmAIv6I/AAAAAAAAAXM/_FFhEzxn4LU/S220/Roma_t.+Caracalla.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_kAWMn3WYubk/TGZHAd5IriI/AAAAAAAAAmg/MgegSyJNPCY/s72-c/roomofone.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9084257024134967905.post-5425673472799094837</id><published>2010-08-13T18:42:00.000+02:00</published><updated>2010-08-13T21:10:16.797+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_kAWMn3WYubk/TGV_uo9aXTI/AAAAAAAAAmY/QE0dSAOVc2c/s1600/roomofone.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 253px; FLOAT: left; HEIGHT: 400px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5504946558776007986" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_kAWMn3WYubk/TGV_uo9aXTI/AAAAAAAAAmY/QE0dSAOVc2c/s400/roomofone.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'courier new';"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#663333;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-large;"&gt;Virginia Woolf :&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-large;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'courier new';"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF9966;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-large;"&gt;A room&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-large;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF9966;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-large;"&gt;of one's own      &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-large;"&gt;1st  Chapter&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;In the first chapter &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Virginia Woolf tries to explain the purpose of this essay,which is based upon two papers read to the Art Society at Newnham in October 1928. She was asked to talk about women and fiction, a very difficult subject, as a matter of fact the writer first questioned herself upon the real meaning of this commitment wich involves a lot of others themes.The title might have meant simply a few remarks about Jane Austen the Bronte sisters, the Mitfords and some others remarkable female writers, but Virginia Woolf had chosen to explore the subject fully, bearing in mind every point of view. In the opening of the essay she stated that she wanted to handle to the reader a "nugget of pure truth", but at the same time she knew that it would have been impossible for her to draw a conclusion so she ended saying that she could only offer to us the opportunity of drawing our own conclusions as we observe and analyze the facts and the opinion presented by her. It's up to the reader to seek out the truth from her words and decide if it is worth keeping.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9084257024134967905-5425673472799094837?l=honeyary.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://honeyary.blogspot.com/feeds/5425673472799094837/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://honeyary.blogspot.com/2010/08/in-first-chapter-virginia-woolf-tries.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9084257024134967905/posts/default/5425673472799094837'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9084257024134967905/posts/default/5425673472799094837'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://honeyary.blogspot.com/2010/08/in-first-chapter-virginia-woolf-tries.html' title=''/><author><name>ary</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13390246222908229387</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_kAWMn3WYubk/SkjNPmAIv6I/AAAAAAAAAXM/_FFhEzxn4LU/S220/Roma_t.+Caracalla.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_kAWMn3WYubk/TGV_uo9aXTI/AAAAAAAAAmY/QE0dSAOVc2c/s72-c/roomofone.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9084257024134967905.post-821421933565231715</id><published>2009-11-04T18:37:00.000+01:00</published><updated>2009-11-04T18:45:39.484+01:00</updated><title type='text'>Leggere ci rende più ricchi</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:14.0pt;"&gt;Credo che la letteratura serva a sviluppare il nostro spirito critico e ad accrescere la nostra capacità di giudizio, sia nel bene che nel male. Perché con i libri abbiamo l’opportunità di confrontare noi stessi con un’infinita varietà di mondi e modi di essere, abbiamo il privilegio assoluto di entrare nella mente di una persona, anche se si tratta di un personaggio artefatto, di carta (cosa che non toglie loro né dignità né tantomeno importanza), e in questo modo possiamo capire le ragioni che lo spingono ad essere o ad agire in un determinato modo e magari comprendiamo che talvolta dietro comportamenti che pensavamo essere del tutto ingiusti, ci sono delle sfumature, delle ragioni, delle cause che non li rendono poi così condannabili, o viceversa grazie ai libri possiamo scoprire la meschinità e la povertà morale che si nascondono sotto atteggiamenti apparentemente del tutto irreprensibili, perciò credo che la letteratura ci dia una grande occasione non solo di conoscere noi stessi ma anche il mondo che ci circonda, ci apre gli occhi ci rende più consapevoli, più ricchi e completi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9084257024134967905-821421933565231715?l=honeyary.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://honeyary.blogspot.com/feeds/821421933565231715/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://honeyary.blogspot.com/2009/11/leggere-ci-rende-piu-ricchi.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9084257024134967905/posts/default/821421933565231715'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9084257024134967905/posts/default/821421933565231715'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://honeyary.blogspot.com/2009/11/leggere-ci-rende-piu-ricchi.html' title='Leggere ci rende più ricchi'/><author><name>ary</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13390246222908229387</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_kAWMn3WYubk/SkjNPmAIv6I/AAAAAAAAAXM/_FFhEzxn4LU/S220/Roma_t.+Caracalla.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9084257024134967905.post-220348449881345112</id><published>2009-09-19T15:21:00.000+02:00</published><updated>2009-09-19T15:44:20.041+02:00</updated><title type='text'>Il Quartiere</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://img453.imageshack.us/img453/7813/img011yi8.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 207px; height: 320px;" src="http://img453.imageshack.us/img453/7813/img011yi8.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0); font-weight: bold;"&gt;IL QUARTIERE&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:48;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:large;"&gt;Devo ammettere che quando ho iniziato a leggere questo libro non avevo grandi aspettative e sono stata scoraggiata dalle prime pagine che non mi hanno coinvolto particolarmente e invogliato a continuare la lettura, andando avanti però mi sono dovuta ricredere e pian piano ho imparato a conoscere e a capire, parola dopo parola i personaggi che popolano questo libro, ragazzi comuni che stanno diventando adulti insieme. A far da sfondo alle loro vicissitudini c’è il quartiere di Santa Croce a Firenze , un luogo familiare, popolato da facce amiche e le cui mura custodiscono tutte le speranze di questi ragazzi, i loro sogni, le loro vite fatte di piccole gioie,affetti, piaceri semplici e sentimenti veri e profondi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:large;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:large;"&gt;A narrare la storia è Valerio che mi è sembrato però quasi disinteressato e distaccato da ciò che racconta, almeno nella prima parte del libro, egli non sembra avere una personalità forte, anzi viene spesso trascinato dagli eventi e prende raramente posizione, è un ragazzo vanesio come il padre stesso lo ha definito nel corso del romanzo, si rivela anche poco sincero e coinvolto nel rapporto che ha con Marisa, dopo essersi lasciato alle spalle l’infatuazione adolescenziale che ha avuto per Luciana, ma che poi la consuetudine ha spento e trasformato in semplice amicizia. Valerio calpesta i sentimenti di Marisa e la usa meramente per soddisfare il proprio piacere senza mai aprirsi nei suoi confronti e rivelare i suoi veri sentimenti, solo sul finire del libro sembra prendere coscienza dei suoi errori e della sua superficialità dopo essere maturato in seguito alla guerra e alla perdita del suo vero amore Olga, che lo aveva lasciato per seguire la madre a Milano.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:large;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:large;"&gt;Il vero leader che riesce a tenere unito il gruppo di amici è Giorgio, presentato come un ragazzo saggio, maturo, consapevole delle proprie azioni e prese di posizioni ma anche della realtà che lo circonda, egli è sempre pronto al dialogo e al confronto e cerca di tirar fuori il meglio da ognuno dei suoi compagni. Giorgio è guidato da forti valori e ideali, Carlo invece sembra maligno astioso e violento, ma ben presto capiamo come la sua natura sia stata influenzata e funestata dalla perdita del padre e dalla vita disgraziata della madre, e così per sfuggire ai suoi fantasmi interiori abbraccia con fervore gli ideali e le motivazioni costruite apposta per giustificare la guerra dalla propaganda dell’epoca. Poco prima di partire come volontario si confida con Valerio di come sia riuscito con il tempo e con i consigli di Giorgio a piegare la sua brutta natura&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:large;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:large;"&gt;e a liberarsi dalle sue ossessioni questo suo miglioramento è dovuto molto anche al chiarimento del suo rapporto con Marisa, che scopre essere la sola donna che possa mai amare, dopo la loro riconciliazione e fidanzamento Carlo va in guerra dove trova la morte pochi giorni prima della fine del conflitto per le ferite riportate in battaglia, la sua ultima volontà è quella di sposare Marisa per procura. Tra tutte l’esistenza più travagliata e sventurata è quella di Gino il cui peccato capitale è l’invidia che lo possiede e condiziona per tutta la vita, come lui stesso ammette in una toccante lettera che scrive a Giorgio, a mio parere questo è stato il momento più emozionante del libro, infatti Gino ripercorre la sua intera vita cercando di dare un perché alle sue cattive azioni, dapprima invidia la sorella per le attenzioni che le riconoscono entrambe i genitori, mentre lui viene trattato con disprezzo e picchiato dal padre, poi invidia i suoi amici che vivono con spensieratezza gli anni della loro infanzia e adolescenza mentre lui sempre chiuso in se stesso e vittima della sua natura sospettosa e diffidente non riesce mai a dare un apporto significativo alla compagnia conscio di mancare in qualcosa rispetto a gli altri di essere imperfetto e diverso, diversità che prova anche nei confronti dei suoi compagni di ginnasio, più diligenti o ricchi di lui che invidia con tutto se stesso e che cerca di avvicinare anche abbassandosi a compiere vili servizi per loro, ma vanamente. Gino intravede la felicità diventando il giovane amante di un ricco uomo che soddisfa tutti i suoi capricci pagandolo e introducendolo in un&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:large;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:large;"&gt;mondo fatto di vizi e malizia, ma anche lui diviene oggetto della sua invidia, Gino infatti brama tutto ciò che non possiede, e il suo crescente desiderio di denaro che l’uomo si rifiuta di assecondare lo porta al definitivo tracollo, in uno scatto d’ira uccide il suo amante e si impossessa dei suoi beni e della sua identità fino a quando non viene arrestato e incarcerato dove muore suicida. Gli altri personaggi di quest’opera sono figure defilate, i cui tratti psicologici sono appena accennati e le cui vicende vengono solo riportate in maniera sommaria.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:large;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:large;"&gt;Alla fine posso dire che questo romanzo mi ha regalato delle emozioni, anche se non penso di annoverarlo tra i miei libri preferiti, infatti in alcuni tratti ho trovato lo stile di scrittura di Pratolini un po’ troppo articolato e ricercato per i miei gusti, di certo non si può dire che il suo linguaggio sia semplice e immediato, anzi per comprendere il senso di alcune frasi ho dovute rileggerle più volte, come ho già detto nella prima parte mi è sembrato che la vicenda procedesse un po’ a fatica, sensazione che si è poi attenuata con l’andare avanti delle pagine diciamo che ho apprezzato maggiormente la seconda metà del volume, comunque lo consiglio a tutti, quanto meno per farsi un’idea della vecchia vita di quartiere, i cui abitanti provavano un forte senso di appartenenza e attaccamento al luogo di origine e alle persone che lo abitavano, sentimento che oggi è pressoché scomparso in favore del cosmopolitismo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9084257024134967905-220348449881345112?l=honeyary.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://honeyary.blogspot.com/feeds/220348449881345112/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://honeyary.blogspot.com/2009/09/il-quartiere.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9084257024134967905/posts/default/220348449881345112'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9084257024134967905/posts/default/220348449881345112'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://honeyary.blogspot.com/2009/09/il-quartiere.html' title='Il Quartiere'/><author><name>ary</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13390246222908229387</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_kAWMn3WYubk/SkjNPmAIv6I/AAAAAAAAAXM/_FFhEzxn4LU/S220/Roma_t.+Caracalla.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9084257024134967905.post-7799848279058643186</id><published>2009-09-05T20:33:00.001+02:00</published><updated>2009-09-05T20:48:26.079+02:00</updated><title type='text'>Ritratti</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_kAWMn3WYubk/SqKwyKbRowI/AAAAAAAAAik/eaDCO-IHaOw/s1600-h/scarlettbyary.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 292px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_kAWMn3WYubk/SqKwyKbRowI/AAAAAAAAAik/eaDCO-IHaOw/s400/scarlettbyary.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5378055280872497922" /&gt;&lt;/a&gt;Scarlett Johansson&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_kAWMn3WYubk/SqKwx2RV4FI/AAAAAAAAAic/SiijhfxUNVQ/s1600-h/uma3-1.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 293px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_kAWMn3WYubk/SqKwx2RV4FI/AAAAAAAAAic/SiijhfxUNVQ/s400/uma3-1.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5378055275462123602" /&gt;&lt;/a&gt;Uma Thurman&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" ;font-family:Arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:large;"&gt;Questi sono i miei due ultimi disegni, che ho potuto fare approfittando del tempo libero di cui posso godere in estate, e così ho ripreso in mano la matita e mi sono dedicata ad una delle mie antiche passioni che sfortunatamente ho lasciato da parte in questi ultimi tempi a causa di impegni più pressanti, il vecchio discorso delle priorità che uno deve darsi nella vita, ma che poi talvolta non si rivelano le più giuste; comunque quest’estate ho voluto riprovarci, mi sono dovuta applicare più del solito,ma sono veramente contenta delgli evidenti miglioramenti ottenuti rispetto ai ritratti degli anni passati. Questo sito di cui appongo il link &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:Georgia;"&gt;&lt;a href="http://www.ilritratto.net/"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:large;"&gt;http://www.ilritratto.net/&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:Arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:large;"&gt; mi è stato molto di aiuto, i ritratti che sono stati pubblicati sono stupendi e i consigli utilissimi lo suggerisco a chiunque si accinga a fare un ritratto.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:large;"&gt;Il primo dei miei disegni l’ho fatto partendo da un ritratto già fatto così da poter individuare facilmente le ombre, mentre il secondo da una foto che ho messo in bianco e nero e che ho un po’ scurito sempre per evidenziarne le ombre,che faccio un po’ fatica a trovare, anche se il mio tallone d’achille sono i capelli, sia perché non ho la pazienza necessaria ma credo anche perché non so bene, tecnicamente parlando come fare, comunque spero di migliorare con la pratica…&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9084257024134967905-7799848279058643186?l=honeyary.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://honeyary.blogspot.com/feeds/7799848279058643186/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://honeyary.blogspot.com/2009/09/questi-sono-i-miei-due-ultimi-disegni_05.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9084257024134967905/posts/default/7799848279058643186'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9084257024134967905/posts/default/7799848279058643186'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://honeyary.blogspot.com/2009/09/questi-sono-i-miei-due-ultimi-disegni_05.html' title='Ritratti'/><author><name>ary</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13390246222908229387</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_kAWMn3WYubk/SkjNPmAIv6I/AAAAAAAAAXM/_FFhEzxn4LU/S220/Roma_t.+Caracalla.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_kAWMn3WYubk/SqKwyKbRowI/AAAAAAAAAik/eaDCO-IHaOw/s72-c/scarlettbyary.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9084257024134967905.post-4831667084555300231</id><published>2009-07-28T19:04:00.000+02:00</published><updated>2009-08-01T18:04:42.795+02:00</updated><title type='text'>A riveder le stelle</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Mi sono trovata poco tempo fa ad assistere ad un seminario costituito da quattro incontri che attraversando diversi secoli ha analizzato, più o meno approfonditamente le influenze che il cosmo, lo studio di esso, le scoperte scientifiche hanno avuto sulla produzione letteraria dei più grandi scrittori italiani e più in generale le ripercussioni che hanno generato nella storia dell’uomo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il primo incontro è stato incentrato innanzi tutto sul rapporto uomo-cielo, infatti l’uomo ha sempre rivolto il suo interesse verso il cielo, sin dagli albori della sua storia, lo ha sempre osservato per trarne benefici, ma anche solo per piacere e curiosità. I primi a studiare il cielo procedendo su due binari paralleli, sono stati i Greci, infatti lo hanno osservato sia in modo scientifico e razionale, ma anche in modo poetico. Purtroppo oggi è stato sottolineato nel corso dell’incontro, si è persa l’abitudine di fissare il cielo e le stelle ed è diventato sempre più difficile sia a causa dei ritmi forsennati che la società di oggi ci impone, ma anche perché l’uomo con l’andare avanti degli anni con l’avvento della modernità, delle nuove tecnologie ha come posto una barriera tra sé e il cielo fatta di luci artificiali, enormi edifici, smog è quant’ altro, l’ironia della cosa è che proprio ora che  abbiamo più informazioni riguardo al cosmo ce ne siamo allontanati. Il discorso è proseguito parlando in modo molto superficiale e generico, come d’altronde era inevitabile fare dato il poco tempo a disposizione, di Dante che nella sua “Divina Commedia” ha posto Dio nel cielo, più in particolare nell’empireo, che di fatto però come è stato evidenziato dal relatore è una sorta di ogni dove, un universo parallelo, un luogo spirituale, fuori dal tempo e dallo spazio. Sempre in relazione al rapporto che c’è tra uomo e cielo si è analizzata la figura del melanconico (prima dell’accezione datagli dai romantici) che rappresenta il genio, l’artista , l’uomo che è sia profondamente radicato nelle passioni terrene,caduche, ma allo stesso tempo che è dotato di una mente speculativa che lo proietta verso il cosmo, quindi egli diventa  il tramite che congiunge terra e cielo.&lt;br /&gt;Troviamo un elemento cosmico anche in Tasso, infatti, nella sua “Gerusalemme liberata” il conflitto tra cristiani e musulmani è prima di tutto il conflitto tra angeli e demoni.&lt;br /&gt;L’incontro si è poi concluso affermando che  l’universo, ha una sua storia, si è evoluto, è cambiato nel corso degli anni e l’uomo lo ha progressivamente capito mettendo da parte l’antica credenza che il cielo fosse qualcosa di immobile e  perfetto.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9084257024134967905-4831667084555300231?l=honeyary.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://honeyary.blogspot.com/feeds/4831667084555300231/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://honeyary.blogspot.com/2009/07/riveder-le-stelle.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9084257024134967905/posts/default/4831667084555300231'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9084257024134967905/posts/default/4831667084555300231'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://honeyary.blogspot.com/2009/07/riveder-le-stelle.html' title='A riveder le stelle'/><author><name>ary</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13390246222908229387</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_kAWMn3WYubk/SkjNPmAIv6I/AAAAAAAAAXM/_FFhEzxn4LU/S220/Roma_t.+Caracalla.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9084257024134967905.post-3724068455429709734</id><published>2009-06-29T15:01:00.000+02:00</published><updated>2009-06-29T15:38:31.059+02:00</updated><title type='text'>I pilastri della terra</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.librimondadori.it/alfresco/d/d/workspace/SpacesStore/f87159c2-9f45-11dc-b4d3-5f6ad20b0ff7/Cover_GRA.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 150px; height: 237px;" src="http://www.librimondadori.it/alfresco/d/d/workspace/SpacesStore/f87159c2-9f45-11dc-b4d3-5f6ad20b0ff7/Cover_GRA.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Salve a tutti!! Il mio primo intervento sul blog riguarderà un libro che ho letto qualche mese fa e che ritengo uno dei libri più belli che abbia mai letto, premettendo però che finora la mia biblioteca non vanta moltissimi titoli, sto parlando dei Pilastri della terra di Ken Follet, mi era stato consigliato diverso tempo fa dalla mia vecchia professoressa di inglese, che la aveva appassionata e che lo aveva letteralmente divorato in pochissimi giorni, io invece pur essendo incuriosita dalla trama avevo sempre esitato nel comprarlo spaventata dall'ingente numero di pagine e forte della mia esperienza con il signore degli anelli ( non sono riuscita ad arrivare nemmeno a pagina 100), avevo "saggiamente" deciso di concentrare le mie energie verso qualcosa di meno "impegnativo", mettendo a sopire quella curiosità che dentro di me era nata a proposito di questo libro, poi a risolvere il dilemma è intervenuta mia madre, che ha deciso di regalarmelo per il compleanno, così ho iniziato a leggerlo e ne sono stata rapita sin dalle prime pagine, ogni giorno non potevo fare a meno di aggiungere un tassello alla storia dei personaggi che animano la storia, le cui vicende si intrecciano tra loro, il racconto non è mai banale e le mille pagine quasi non le ho sentite, seppure devo ammetere che alcune di queste potevano essere evitate, comunque il ritmo è quasi sempre incalzante e alla fine si è rivelato un libro avvincente, per niente noioso, come temevo, a dispetto della sua considerevole lunghezza, ed è stato capace di catapultarmi in un mondo di intrighi, lotte di potere, amori e passioni. Ken Follet, è stato capace di ricreare attraverso la scrittura l'affascinante epoca del Medioevo mettendo in luce lo stile di vita dell'epoca e le sue numerosissime contraddizioni che possiamo cogliere seguendo le storie, i pensieri, le aspirazioni dei protagonisti che devono spesso lottare contro poteri più forti, la corruzione, e tanti altri ostacoli che oltre a sconvolgere le loro vite, rimmettono continuamente in discussione la costruzione della cattedrale di Kingsbridge, il perno attorno al quale si muovono le vicende di monaci, nobili, artigiani, fuggiaschi....Beh che altro dire, un libro consigliatissimo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9084257024134967905-3724068455429709734?l=honeyary.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://honeyary.blogspot.com/feeds/3724068455429709734/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://honeyary.blogspot.com/2009/06/salve-tutti-il-mio-primo-intervento-sul.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9084257024134967905/posts/default/3724068455429709734'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9084257024134967905/posts/default/3724068455429709734'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://honeyary.blogspot.com/2009/06/salve-tutti-il-mio-primo-intervento-sul.html' title='I pilastri della terra'/><author><name>ary</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13390246222908229387</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_kAWMn3WYubk/SkjNPmAIv6I/AAAAAAAAAXM/_FFhEzxn4LU/S220/Roma_t.+Caracalla.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
